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Venezia, 10 marzo 2023 - Cambio al vertice della Cgil Funzione Pubblica di Venezia: Marco Busato è il nuovo Segretario generale, eletto al termine dell’Assemblea generale di oggi venerdì 10 marzo.

Busato succede a Daniele Giordano, eletto nel gennaio scorso Segretario generale della Cgil di Venezia e che lascia la categoria provinciale dopo 6 anni.

Busato, 52 anni, infermiere dell’Ospedale di Mirano, inizia l’attività sindacale nel come delegato dell’ex Ulss 13, esce in distacco sindacale nel 2008 occupandosi della contrattazione della sua Azienda Sanitaria e poi di Comuni e Ipab, nel 2014 diventa responsabile provinciale Sanità, incarico al quale si aggiunge nel 2020 quello di responsabile dell’organizzazione.

Molti i temi toccati nella sua relazione programmatica, sottolineando la fase economica e politica inedita caratterizzata dall’uscita, che si spera invia definitiva, dalla più grande emergenza sanitaria mai vissuta e dalla guerra ai confini dell’Europa, in un Paese dove la crisi di rappresentanza diventa sempre più crescente come dimostrato dall’astensionismo pari al 40% alle ultime elezioni Politiche.

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Preoccupazione per le scelte del Governo Meloni, dall’autonomia differenziata alla manovra economica che rappresenta solo il prologo di azioni che aumenteranno le diseguaglianze.

Il neo segretario ha rimarcato la difficile situazione della sanità, dove la carenza strutturale e cronica del personale, con un precariato diffuso e con un ricorso sempre maggiore alle cooperative per l’esternalizzazione. Per questo priorità deve essere continuare a denunciare e contrastare il taglio della spesa sanitaria veneziana in termini di risorse umane, economiche e di posti letto ospedalieri. Questo impoverimento della sanità pubblica veneziana sta producendo una diminuzione delle prestazione sanitarie erogate alla popolazione con una lenta crescita del settore privato .

Ci aspetta un periodo di grandi sfide e di grandi battaglie, a cominciare da quella per le assunzioni nei settori pubblici con organici sempre più all’osso, come negli enti locali e nelle funzioni centrali, dove una crescente burocratizzazione unita alla carenza di personale mette in difficoltà l’erogazione dei servizi ai cittadini.

Va conquistata dignità lavorativa per tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto del terzo settore perché non possiamo più pensare che la la logica del mercato e del profitto possa continuare a produrre lavoratrici e lavoratori precari, anche a se assunti a tempo indeterminato, e sottoposti alla alla ghigliottina del rinnovo degli appalti, quasi sempre al massimo ribasso.